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Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore professionale

Da Eurydice.

Sintesi Italia

Contents

Italia:Panorama politico, sociale ed economico e tendenze

Italia:Sintesi storica

Italia:Principali organi esecutivi e legislativi

Italia:Popolazione: situazione demografica, lingue, religioni

Italia:Situazione politica ed economica

Italia:Organizzazione e gestione

Italia:Principi fondamentali e politiche nazionali

Italia:Strategie per l'apprendimento permanente

Italia:Organizzazione e struttura del sistema educativo

Italia:Istruzione privata

Italia:Quadro di riferimento nazionale delle qualifiche

Italia:Amministrazione e gestione a livello centrale e/o regionale

Italia:Amministrazione e gestione a livello locale e/o di istituto

Italia:Dati statistici sull'organizzazione e la gestione

Italia:Finanziamento dell'istruzione

Italia:Finanziamento dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Finanziamento dell'istruzione superiore

Italia:Finanziamento dell'educazione e formazione degli adulti

Italia:Educazione e cura della prima infanzia

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3- anni

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età superiore a 2-3- anni

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'educazione dell'infanzia

Italia:Istruzione primaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione primaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione primaria

Italia:Valutazione nell'istruzione primaria

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'istruzione primaria

Italia:Istruzione secondaria e post-secondaria non terziaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Organizzazione dell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Valutazione nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Istruzione superiore

Italia:Tipi di istituti di istruzione superiore

Italia:Programmi del primo ciclo

Italia:Programmi triennali

Italia:Istruzione superiore di ciclo breve

Italia:Programmi del secondo ciclo

Italia:Programmi che portano ad altri titoli di secondo e di terzo livello

Italia:Programmi del terzo ciclo (Dottorato)

Italia:Istruzione e formazione degli adulti

Italia:Suddivisione delle responsabilità

Italia:Sviluppi e priorità politiche attuali

Italia:Principali istituti che offrono istruzione e formazione degli adulti

Italia:Principali tipologie di offerta

Italia:Validazione dell’apprendimento non formale e informale

Italia:Insegnanti e altro personale dell'istruzione

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Formazione iniziale del personale accademico nell'istruzione superiore

Italia:Condizioni di servizio del personale accademico

Italia:Sviluppo professionale continuo del personale accademico

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Personale dirigente e altro personale dell'istruzione

Italia:Personale dirigente nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile del controllo della qualità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile dell'orientamento nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altro personale dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Personale dirigente per l'istruzione superiore

Italia:Altro personale dell'istruzione superiore

Italia:Personale dirigente nell'educazione degli adulti

Italia:Altro personale dell'educazione degli adulti

Italia:Assicurazione di qualità

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione della prima infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Assicurazione di qualità nell'istruzione superiore

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione degli adulti

Italia:Sostegno educativo e orientamento

Italia:Offerta per i bisogni educativi speciali all'interno dell'istruzione ordinaria

Italia:Offerta separata per i bisogni educativi speciali nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli alunni nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Orientamento e counseling nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli studenti nell'istruzione superiore

Italia:Orientamento e counseling nell'istruzione superiore

Italia:Misure di supporto ai discenti nell'educazione degli adulti

Italia:Orientamento e counseling in un approccio di lifelong learning

Italia:Mobilità e internazionalizzazione

Italia:Mobilità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Mobilità nell'istruzione superiore

Italia:Mobilità nell'educazione degli adulti

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'istruzione superiore

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione degli adulti

Italia:Accordi bilaterali e cooperazione internazionale

Italia:Riforme in corso e sviluppi nelle politiche educative

Italia:Riforme nell’educazione e cura della prima infanzia

Italia:Riforme nell’istruzione scolastica

Italia:Riforme nell’istruzione e formazione professionale e nell’apprendimento degli adulti

Italia:Riforme nell’istruzione superiore

Italia:Riforme relative alle competenze trasversali e all’occupabilità

Italia:Prospettiva europea

Italia:Normativa

Italia:Glossario

Valutazione degli studenti

Istruzione secondaria di secondo grado

Lo 'Statuto delle studentesse e degli studenti nella scuola secondaria' prevede, tra i diritti dello studente, quello ad “una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento”.

La valutazione periodica si svolge al termine di ogni trimestre o quadrimestre, a seconda della suddivisione dell'anno scolastico stabilita a livello di singolo istituto.

Per valutazione finale si intende quella che si svolge al termine di ciascun anno scolastico e in occasione dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, che gli alunni sostengono alla fine del quinto anno del percorso scolastico (vedi sotto).

Le valutazioni periodiche e annuali, così come la certificazione delle competenze acquisite, sono effettuate dai docenti della classe.

Gli apprendimenti degli studenti sono oggetto anche di una valutazione esterna effettuata dall'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione).

Valutazione periodica e annuale

La valutazione periodica e finale degli alunni riguarda il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. Tali valutazioni devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento delineati nel Piano dell'offerta formativa, nel quale il Collegio dei docenti definisce anche le modalità e i criteri per garantire che la valutazione avvenga in modo omogeneo, trasparente e equo. Ai docenti è affidata anche la certificazione delle competenze acquisite dagli alunni al termine dell'obbligo di istruzione (16 anni di età) e a conclusione del secondo ciclo.

Alla fine di ogni periodo (trimestre o quadrimestre) e di ogni anno scolastico gli insegnanti della classe, riuniti nel Consiglio di classe, attribuiscono i voti finali (scrutinio) ai singoli studenti. I voti vengono proposti dai docenti delle singole discipline al Consiglio di classe, discussi e approvati a maggioranza. A parità di voto, prevale il voto del dirigente scolastico.

La valutazione sia degli apprendimenti che del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi. La sufficienza corrisponde a un voto pari ad almeno 6/10.

Inoltre, nello scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni della scuola secondaria superiore, agli studenti ritenuti meritevoli viene attribuito un apposito punteggio denominato 'credito scolastico', che è dato dalla media dei voti finali ottenuti nelle singole discipline e nel comportamento, tenendo conto anche di altri fattori come la frequenza scolastica, eventuali crediti formativi, ecc. La somma dei punteggi dei tre anni costituisce il credito scolastico finale che non può essere superiore a 25 punti e che concorre a determinare il voto finale dell'esame di Stato.

Per l'attribuzione del punteggio relativo al credito scolastico, il Ministero ha fornito una tabella di conversione dei crediti in punti (D.M. 16 dicembre 2009 n. 99).

Infine, agli studenti sono riconosciuti dei crediti formativi relativi a competenze acquisite attraverso esperienze svolte al di fuori della scuola di appartenenza (ad esempio attraverso attività di formazione culturale, artistica, sportiva o di cooperazione, ecc.). Le esperienze devono essere debitamente documentate ed essere comunque coerenti con il tipo di corso seguito. Il credito formativo, ai fini del calcolo del punteggio finale attribuito all'esame conclusivo, viene inglobato dal credito scolastico.

Alla fine di ogni periodo (trimestre o quadrimestre) e di ogni anno scolastico gli insegnanti della classe, riuniti nel Consiglio di classe, attribuiscono i voti finali (scrutinio) ai singoli studenti. I voti vengono proposti dai docenti delle singole discipline al Consiglio di classe, discussi e approvati a maggioranza. A parità di voto, prevale il voto del dirigente scolastico.

La valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e del comportamento viene effettuata con l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi. Una valutazione sufficiente corrisponde a un voto pari ad almeno 6/10.

Alla fine di ogni periodo e alla fine di ogni anno scolastico, lo studente riceve il documento di valutazione (pagella scolastica) che riporta, sia in cifre sia in lettere, i voti numerici ottenuti in ciascuna disciplina, compreso il comportamento. Per lo studente che si avvale dell'insegnamento della religione Cattolica, il docente redige una nota descrittiva, consegnata separatamente, sull'interesse con il quale lo studente segue l'insegnamento e il profitto che ne consegue.

A parte questi requisiti fondamentali, le scuole hanno comunque autonomia per la predisposizione del proprio modello di pagella.

La valutazione degli alunni nella pratica quotidiana è rimessa all'autonomia del singolo docente.

Ai fini della validità dell'anno scolastico, lo studente deve frequentare almeno tre quarti del monte orario annuale. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire motivate deroghe. Tuttavia, se il numero delle assenze è tale da pregiudicare la possibilità di procedere alla valutazione, lo studente non può comunque essere ammesso all'anno successivo o all'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Prima dell'inizio dell'anno scolastico, le scuole definiscono il monte ore annuo di riferimento per ogni anno di corso quale base di calcolo per la determinazione dei tre quarti di presenza richiesti per la validità dell’anno, e stabilisce quali sono le deroghe al limite minimo (C.M. n. 20/2011).

Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione

Alcuni aspetti dell'esame conclusivo del secondo ciclo (per es. numero di prove) sono attualmente oggetto di riforma. Per ulteriori dettagli sulla riforma si veda la sezione dedicata alle riforme nel'istruzione scolastica.

Alla conclusione dei corsi di scuola secondaria di secondo grado, sia generale che tecnica e professionale, lo studente sostiene un esame di Stato (legge 425/1997 e legge 1/2007).

L’esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore è finalizzato all’accertamento delle conoscenze e delle competenze acquisite nell’ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo e delle basi culturali generali, nonché delle capacità critiche del candidato.

Ammissione dei candidati interni

Gli studenti sostengono l'esame nella scuola che hanno frequentato.

Per essere ammessi all’esame di Stato è necessario aver ottenuto un voto uguale o superiore a 6/10 in ciascuna materia, o gruppo di materie valutate con un unico voto, e nel comportamento. Un voto inferiore a 6/10 nel comportamento comporta in ogni caso la non ammissione all'esame. I candidati devono inoltre aver recuperato i debiti contratti negli anni precedenti.

Il Consiglio di classe procede ad una valutazione complessiva dello studente che tenga conto delle conoscenze e delle competenze acquisite dallo studente nell’ultimo anno del corso di studi, delle sue capacità critiche ed espressive e degli sforzi compiuti per colmare eventuali lacune e raggiungere una preparazione idonea a consentirgli di affrontare l’esame.

Al termine di tale valutazione il Consiglio formula il giudizio di ammissione o non ammissione all'esame, accompagnato dal credito scolastico attribuito allo studente. L’esito della valutazione è pubblicato all’albo dell’Istituto sede d’esame, con la sola indicazione <<Ammesso>> o <<Non ammesso>>, mentre i voti attribuiti nelle singole materie e nel comportamento sono riportati nella singola scheda di valutazione.

All’esame di Stato sono anche ammessi gli studenti iscritti alle penultime classi che nello scrutinio finale per la promozione all’ultima classe abbiano riportato non meno di 8/10 in ciascuna materia, esclusa la religione cattolica, e nel comportamento, che abbiano seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria superiore e che abbiano riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina e nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti.

Ammissione dei candidati esterni

Sono ammessi all’esame di Stato anche coloro che:

  • compiano il diciannovesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrino di aver adempiuto all’obbligo scolastico;
  • siano in possesso del diploma di licenza di scuola media da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall’età;
  • compiano il ventitreesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame; in tal caso i candidati sono esentati dalla presentazione di qualsiasi titolo di studio inferiore;
  • siano in possesso di altro titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria superiore di durata almeno quadriennale;
  • abbiano cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo.

Gli studenti delle classi antecedenti l’ultima, che intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo e devono possedere i requisiti previsti per i medesimi candidati.

L’ammissione dei candidati esterni che non siano in possesso di promozione all’ultima classe è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell’anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell’idoneità alla classe successiva, nonché di quelle previste dal piano di studi dell’ultimo anno.

Infine, devono sostenere l’esame preliminare, sulle materie previste dal piano di studi dell’ultimo anno, i candidati in possesso di idoneità o di promozione all’ultimo anno che non hanno però frequentato tale anno, ovvero che non hanno titolo per essere scrutinati per l’ammissione all’esame.

I candidati esterni debbono presentare domanda di ammissione agli esami di Stato indicando, in ordine preferenziale, le istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l'esame al dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale territorialmente competente, il quale provvede ad assegnare i candidati medesimi agli istituti scolastici statali o paritari aventi sede nel comune di residenza del candidato stesso ovvero, in caso di assenza nel comune dell'indirizzo di studio indicato nella domanda, nella provincia e, nel caso di assenza anche in questa del medesimo indirizzo, nella regione. Gli esami preliminari, ove prescritti, sono sostenuti dai candidati esterni presso le istituzioni scolastiche loro assegnate come sede di esame (Legge 176/2007).

Commissione d’esame

La commissione di esame di Stato è composta da non più di sei commissari, dei quali il cinquanta per cento interni e il restante cinquanta per cento esterni all'istituto, più il presidente, esterno. Le materie di esame affidate ai commissari esterni sono scelte annualmente con le modalità e nei termini stabiliti con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. La commissione è nominata dal dirigente preposto all'Ufficio Scolastico Regionale, sulla base di criteri determinati a livello nazionale.

Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse, in numero pari a quello dei commissari interni di ciascuna classe e, comunque, non superiore a tre. In ogni caso, è assicurata la presenza dei commissari delle materie oggetto di prima e seconda prova scritta. Ad ogni classe sono assegnati non più di trentacinque candidati. Ciascuna commissione di istituto non paritario è abbinata a una commissione di una scuola statale o paritaria.

Il presidente è nominato, sulla base di criteri e modalità determinati, secondo il seguente ordine, tra:

  • i dirigenti scolastici in servizio preposti ad istituti di istruzione secondaria superiore statali, ovvero ad istituti di istruzione statali nei quali funzionano corsi di studio di istruzione secondaria superiore, e i dirigenti preposti ai convitti nazionali ed agli educandati femminili;
  • i dirigenti scolastici in servizio preposti ad istituti di istruzione primaria e secondaria di primo grado, provvisti di abilitazione all'insegnamento negli istituti di istruzione secondaria superiore;
  • i docenti in servizio in istituti di istruzione secondaria superiore statali, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con almeno dieci anni di servizio di ruolo;
  • i professori ordinari e i professori associati anche fuori ruolo, e i ricercatori universitari confermati;
  • i direttori e i docenti di ruolo degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica;
  • i dirigenti scolastici e i docenti di istituti di istruzione secondaria superiore statali, collocati a riposo da non più di tre anni.

I commissari esterni sono nominati tra i docenti di istituti statali di istruzione secondaria superiore. (Legge n. 1/2007)

Contenuti dell’esame

L'esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la seconda prova, che può essere anche grafica o scrittografica, ha per oggetto una delle materie caratterizzanti il corso di studio. La terza prova è espressione dell'autonomia didattico-metodologica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche ed è strettamente correlata al POF utilizzato da ciascuna di esse. Essa è a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell'ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti; tale ultima prova è strutturata in modo da consentire, di norma, anche l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera.

I testi relativi alla prima e alla seconda prova scritta, scelti dal Ministro, sono inviati dal Ministero della pubblica istruzione; il testo della terza prova scritta è predisposto dalla commissione d'esame con modalità predefinite. Nel 2012 è stata sperimentata con successo la spedizione telematica dei testi delle prove, il cosiddetto 'plico telematico'.

Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso. (Legge n. 1/2007)

Le prove si svolgono in base a un calendario stabilito ogni anno dal Ministero.

Esito dell’esame

A conclusione dell'esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla Commissione d'esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti per il credito scolastico acquisito da ciascun candidato.

Per le prove scritte, può essere attribuito un massimo di 45 punti, da ripartire in parti uguali tra le tre prove. A una prova valutata in modo sufficiente non può essere attribuito un punteggio inferiore a 10 punti. Il punteggio massimo che può essere attribuito al colloquio è 30 punti. A questi si sommano i punti del credito scolastico (massimo 25). Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100.

L'esito delle prove scritte è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede della Commissione d'esame almeno due giorni prima della data fissata per l'inizio dello svolgimento del colloquio. Fermo restando il punteggio massimo di 100, la Commissione d'esame può motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo di 5 punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nella prova d'esame pari almeno a 70 punti. La commissione può, all'unanimità, conferire la lode a chi raggiunge il punteggio massimo di 100 senza integrazioni e ha ottenuto voti uguali o superiori a 8/10, compreso il comportamento, negli ultimi tre anni del corso di studi.

A coloro che superano l'esame con esito positivo, viene rilasciato il relativo diploma con la certificazione integrativa sulla base dei modelli forniti dal Ministero.

Per premiare le eccellenze sono possibili i seguenti riconoscimenti:

  • benefit e accreditamenti per l'accesso a biblioteche, musei, istituti e luoghi della cultura;
  • ammissione a tirocini formativi;
  • partecipazione ad iniziative formative organizzate da centri scientifici nazionali con destinazione rivolta alla qualità della formazione scolastica;
  • viaggi di istruzione e visite presso centri specialistici;
  • benefici di tipo economico;
  • altre forme di incentivo secondo intese e accordi stabiliti con soggetti pubblici e privati.

Infine, negli esami di ammissione ai corsi universitari 25 punti su 105 complessivi sono assegnati sulla base della qualità del percorso scolastico nella scuola secondaria superiore.

Istruzione e formazione professionale regionale (IFP)

La valutazione degli apprendimenti in itinere, viene realizzata, a prescindere dalla struttura formativa titolare del percorso (agenzia formativa o scuola), attraverso una varietà di strumenti di valutazione, che vanno dalle più tradizionali interrogazioni e compiti in classe, destinati soprattutto a rilevare i contenuti, a quelli più efficaci nel valutare realmente un processo di apprendimento-insegnamento per competenze, quali le prove pratiche (ad esempio la produzione di elaborati tecnici), che si riferiscono al modello della valutazione autentica.

Rispetto alla valutazione finale, ovvero l’esame di qualifica, le modalità di svolgimento, pur essendo abbastanza variegate a livello regionale, prevedono una serie di elementi comuni di seguito presentati.

Per quanto riguarda i requisiti formali di ammissione degli allievi all’esame di qualifica, la maggior parte delle Regioni condivide quello relativo alla frequenza del 70% del monte orario dell’ultimo anno e del 50% dello stage.
Le prove di esame sono generalmente di tre tipologie:

  • prova teorica o scritta
  • prova pratica che avviene in laboratorio o con le macchine o simulando la risoluzione di un problema attraverso uno studio di caso
  • prova orale o colloquio

Nella predisposizione delle prove, alcune Regioni/Province lasciano autonomia alle strutture formative, mentre altre definiscono a livello provinciale/centrale, per ciascuna figura professionale, uguali prove finali per tutti i Centri/Istituti di formazione professionale nei quali si rilascia la stessa qualifica (purché le prove siano somministrate nello stesso periodo); in altre regioni la prova multidisciplinare è centralizzata a livello regionale, mentre quella pratica è demandata alle agenzie formative.

Al giudizio complessivo di idoneità che porta all’acquisizione dell’attestato di qualifica contribuiscono le valutazioni di alcune dimensioni formative, con pesi diversificati a seconda delle singole Regioni. Si tratta del profitto medio conseguito nell’ultima annualità, dell’esito delle prove di esame sopra descritte e, in alcuni casi , della valutazione dello stage da parte dell’azienda.

Riguardo la composizione delle Commissioni di esame, tra le scelte operate dalle Regioni si va da Commissioni numericamente “leggere” (tre commissari più il Presidente) e con la maggioranza dei membri interni alla struttura e al percorso, a Commissioni più numerose e con la maggioranza di membri esterni, formate ad esempio da rappresentanti della Regione, del Ministero del Lavoro, del Ministero dell’Istruzione, dei sindacati e dei datori di lavoro, nonché dal responsabile dell’agenzia e dai docenti scelti tra quelli del percorso formativo.

Infine, se da un lato gli strumenti, le prove e i requisiti di accesso all’esame di qualifica sono generalmente condivisi a livello nazionale, dall’altro, lo stesso non accade relativamente alle scale di misura utilizzate nella votazione finale.

Il panorama si presenta ancora differenziato a livello regionale: si va dalla scala in decimi ai giudizi sintetici di matrice scolastica, dalla scala in centesimi, peraltro la più diffusa, a quella in trentesimi e sessantesimi.

Gli allievi valutano 1 o più volte l’anno, attraverso questionari di gradimento, la didattica dei docenti, l’organizzazione del corso e la struttura. In alcuni enti, questo avviene all’interno di procedure standardizzate relative al controllo di qualità.

Avanzamento degli studenti

Istruzione secondaria di secondo grado

Per essere ammessi all'anno successivo, oltre alla frequenza minima richiesta, è necessario aver ottenuto una votazione uguale o superiore a 6/10 in ciascuna materia, o gruppo di materie valutate con un unico voto, e nel comportamento.

Se il voto in una o più materie è inferiore a 6/10 e l'insufficienza non è grave, il giudizio viene sospeso e lo studente deve recuperare le lacune entro l'inizio dell'anno scolastico successivo. Le scuole hanno autonomia per l'organizzazione di corsi di recupero o di altre modalità di aiuto per lo studente che debba colmare le proprie carenze. Prima dell'inizio dell'anno scolastico viene svolta la verifica sui livelli di apprendimento dello studente che, se ha ottenuto la sufficienza, è ammesso all'anno successivo. Se le insufficienze permangono, viene deliberata la non ammissione. 

Un voto inferiore a 6/10 nel comportamento, attribuito in casi gravi e debitamente motivato, comporta la non ammissione all'anno successivo e all'esame finale.

Lo studente può cambiare anche indirizzo di studi, ma deve superare un esame integrativo alla classe corrispondente di altro istituto. La corrispondenza si giudica tenendo conto del numero di anni intercorsi dal conseguimento del diploma rilasciato a conclusione del primo ciclo di istruzione e quelli che avrebbe impiegato per raggiungere la classe alla quale chiede di essere ammesso. L'esame integrativo verte sulle materie o parte di materie non comprese nel piano di studi del corso di provenienza.

Sono previsti interventi didattici integrativi a carico della scuola già nel corso del primo o del secondo anno al fine di agevolare il passaggio degli studenti da un indirizzo all'altro. Tali interventi sono progettati con il concorso dei docenti dell'indirizzo a cui lo studente intende passare e si svolgono, di norma, nel corso di studi frequentato. In particolare è previsto la co-progettazione di moduli di raccordo sulle discipline non comprese nell'indirizzo di provenienza al fine di consentire un efficace inserimento nel percorso formativo di destinazione. Il Consiglio di classe dello studente che chiede il passaggio individua le discipline da seguire e sulle quali sarà espressa una valutazione nello scrutinio finale, le discipline che non sono oggetto di valutazione nello scrutinio finale, i moduli di raccordo per le discipline presenti solo nell'indirizzo di destinazione e che saranno oggetto di valutazione nello scrutinio finale al quale partecipano, ovviamente limitatamente agli allievi interessati, tutti i docenti che hanno svolto i moduli di raccordo. A conclusione viene rilasciata una certificazione attestante l'acquisizione delle conoscenze, delle capacità e delle competenze necessarie al passaggio.

Istruzione e formazione professionale regionale (IFP)

Relativamente alla possibilità di accedere a percorsi ulteriori di istruzione e formazione, l’acquisizione della qualifica alla fine del III anno dei percorsi rende possibile l’iscrizione al IV anno di specializzazione erogato solo da alcuni enti formativi di alcune Regioni e solo per alcune figure professionali; rende possibile l’iscrizione al III o IV anno delle  scuole secondarie superiori (soprattutto istituti tecnici e professionali) con qualifica corrispondente. Inoltre con la qualifica professionale è possibile iscriversi ai percorsi di formazione professionale post qualifica o post diploma o essere assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante (per i giovani di età superiore a 18 anni). Attraverso l’accertamento delle competenze in entrata è inoltre possibile iscriversi ai percorsi degli IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore).

In seguito all’Accordo del dicembre 2010 sugli organici raccordi tra i percorsi dell’istruzione  professionale e quelli di istruzione e formazione professionale regionale, i giovani in possesso di Diploma professionale di Tecnico in esito ai percorsi quadriennali di IFP, possono accedere all’Università, all’Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e agli ITS (istituti Tecnici Superiori), previa frequenza di un apposito corso annuale, a carico delle Regioni, da realizzarsi in integrazione tra istituti di istruzione e agenzie formative accreditate del territorio.

Certificazione

Istruzione secondaria di secondo grado

Le scuole stabiliscono autonomamente le forme e le modalità per comunicare alle famiglie e agli studenti i risultati delle valutazioni periodiche e finali. In generale, i risultati delle valutazioni sono documentate nella scheda individuale di valutazione dello studente, consegnata alle famiglie al termine del trimestre/quadrimestre e dell’anno scolastico. La scheda di valutazione è consegnata in forma telematica e può essere accompagnata da un colloquio esplicativo.
Nella scheda di valutazione finale, rilasciata al termine di ogni anno scolastico, viene riportata anche l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva. 
Nella scheda di valutazione che gli studenti ricevono al termine dell'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, è riportata l'ammissione o non ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

A coloro che superano l'esame finale a conclusione del percorso tecnico, o professionale, vengono rilasciati un diploma di istruzione tecnica, o un diploma di istruzione professionale, e un certificato.

Sul Diploma sono indicati, oltre ai dati anagrafici dello studente, il tipo di liceo e l'eventuale indirizzo o opzione seguiti dallo studente e la votazione finale ottenuta all'esame.

Il certificato attesta l'indirizzo e la durata del corso di studi, la votazione complessiva ottenuta, la somma dei punti ottenuti nelle tre prove scritte, il punteggio assegnato al colloquio, il credito scolastico, l'eventuale punteggio integrativo e i crediti formativi, le eventuali valutazioni della commissione riferite a prove sostenute con esito molto positivo. Inoltre, il certificato indica le materie di insegnamento ricomprese nel curricolo degli studi e la durata oraria complessiva destinata a ciascuna materia.

Entrambi i documenti sono rilasciati a completamento di tutte le procedure d’esame che devono concludersi entro il mese di luglio. I documenti redatti in quattro lingue comunitarie al fine di renderne possibile la lettura nei paesi dell'Unione Europea.

I modelli per la certificazione e il Diploma sono predisposti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (DM 3 marzo 2009, n. 26).

Infine, il MIUR ha fornito un modello, valido su tutto il territorio nazionale, per la certificazione delle competenze e dei relativi livelli (base, intermedio e avanzato) raggiunti dagli alunni al termine dei 10 anni di obbligo di istruzione. Il certificato è predisposto dalla scuola e rilasciato, a richiesta, allo studente.

Istruzione e formazione professionale regionale (IFP)

Per quanto riguarda la certificazione finale, i percorsi rilasciano l’attestato di qualifica professionale (Operatore), nel caso siano triennali; rilasciano il diploma professionale di Tecnico se durano quattro anni.

Per quanto riguarda le certificazioni finalizzate alla mobilità dei percorsi, nel sistema di formazione professionale. Esse servono a garantire la trasparenza dei percorsi formativi e il riconoscimento delle competenze acquisite dagli studenti. La certificazione è finalizzata al riconoscimento di titoli e qualifiche, per consentire l’inserimento o il reingresso nel sistema di istruzione e formazione professionale. Le competenze certificate costituiscono credito formativo.
La funzione della certificazione finale e intermedia è svolta dalle Regioni che disciplinano le procedure di attuazione, tenuto conto degli standard minimi e delle tipologie certificatorie determinate a livello nazionale.

Queste opportunità sono operative a partire dal 2004. Tuttavia di recente (Accordo 27 luglio 2011), sono stati ridefiniti i dispositivi per la certificazione a validità nazionale finale e intermedia e il riconoscimento dei crediti maturati nei percorsi formativi, anche al fine di favorire il passaggio tra i sistemi della istruzione e della formazione. È previsto il riconoscimento dei crediti anche nel passaggio dalla FP e dall’apprendistato al sistema dell’istruzione

Dal 2005 è stato poi introdotto in Italia il libretto formativo, come strumento di registrazione delle esperienze di studio e lavoro. Titolare del libretto formativo è il soggetto, unico responsabile del suo aggiornamento, mentre a rilasciare il libretto sono le Regioni e Province che tuttavia possono delegare anche altri soggetti. Nel 2006 il Libretto Formativo è stato introdotto in via sperimentale solo in alcune Regioni e con modalità di applicazione differenziate a livello territoriale ma secondo un piano di lavoro comune e condiviso. Al termine del 2006 si è considerata la opportunità di una più capillare diffusione e della messa a regime del Libretto per tutti i cittadini che lo richiederanno. Sono ancora in fase di discussione due aspetti: le modalità di compilazione e la natura della struttura deputata a certificare tale libretto e supportare la persona nella compilazione.

Normativa di riferimento

DPR 22 giugno 2009, n. 122 (valutazione e certificazione)

Legge 11 gennaio 2007, n. 1 (esame di Stato)