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Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Da Eurydice.

Sintesi Italia

Contents

Italia:Panorama politico, sociale ed economico e tendenze

Italia:Sintesi storica

Italia:Principali organi esecutivi e legislativi

Italia:Popolazione: situazione demografica, lingue, religioni

Italia:Situazione politica ed economica

Italia:Organizzazione e gestione

Italia:Principi fondamentali e politiche nazionali

Italia:Strategie per l'apprendimento permanente

Italia:Organizzazione e struttura del sistema educativo

Italia:Istruzione privata

Italia:Quadro di riferimento nazionale delle qualifiche

Italia:Amministrazione e gestione a livello centrale e/o regionale

Italia:Amministrazione e gestione a livello locale e/o di istituto

Italia:Dati statistici sull'organizzazione e la gestione

Italia:Finanziamento dell'istruzione

Italia:Finanziamento dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Finanziamento dell'istruzione superiore

Italia:Finanziamento dell'educazione e formazione degli adulti

Italia:Educazione e cura della prima infanzia

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3- anni

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età superiore a 2-3- anni

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'educazione dell'infanzia

Italia:Istruzione primaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione primaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione primaria

Italia:Valutazione nell'istruzione primaria

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'istruzione primaria

Italia:Istruzione secondaria e post-secondaria non terziaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Organizzazione dell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Valutazione nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Istruzione superiore

Italia:Tipi di istituti di istruzione superiore

Italia:Programmi del primo ciclo

Italia:Programmi triennali

Italia:Istruzione superiore di ciclo breve

Italia:Programmi del secondo ciclo

Italia:Programmi che portano ad altri titoli di secondo e di terzo livello

Italia:Programmi del terzo ciclo (Dottorato)

Italia:Istruzione e formazione degli adulti

Italia:Suddivisione delle responsabilità

Italia:Sviluppi e priorità politiche attuali

Italia:Principali istituti che offrono istruzione e formazione degli adulti

Italia:Principali tipologie di offerta

Italia:Validazione dell’apprendimento non formale e informale

Italia:Insegnanti e altro personale dell'istruzione

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Formazione iniziale del personale accademico nell'istruzione superiore

Italia:Condizioni di servizio del personale accademico

Italia:Sviluppo professionale continuo del personale accademico

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Personale dirigente e altro personale dell'istruzione

Italia:Personale dirigente nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile del controllo della qualità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile dell'orientamento nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altro personale dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Personale dirigente per l'istruzione superiore

Italia:Altro personale dell'istruzione superiore

Italia:Personale dirigente nell'educazione degli adulti

Italia:Altro personale dell'educazione degli adulti

Italia:Assicurazione di qualità

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione della prima infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Assicurazione di qualità nell'istruzione superiore

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione degli adulti

Italia:Sostegno educativo e orientamento

Italia:Offerta per i bisogni educativi speciali all'interno dell'istruzione ordinaria

Italia:Offerta separata per i bisogni educativi speciali nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli alunni nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Orientamento e counseling nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli studenti nell'istruzione superiore

Italia:Orientamento e counseling nell'istruzione superiore

Italia:Misure di supporto ai discenti nell'educazione degli adulti

Italia:Orientamento e counseling in un approccio di lifelong learning

Italia:Mobilità e internazionalizzazione

Italia:Mobilità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Mobilità nell'istruzione superiore

Italia:Mobilità nell'educazione degli adulti

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'istruzione superiore

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione degli adulti

Italia:Accordi bilaterali e cooperazione internazionale

Italia:Riforme in corso e sviluppi nelle politiche educative

Italia:Riforme nell’educazione e cura della prima infanzia

Italia:Riforme nell’istruzione scolastica

Italia:Riforme nell’istruzione e formazione professionale e nell’apprendimento degli adulti

Italia:Riforme nell’istruzione superiore

Italia:Riforme relative alle competenze trasversali e all’occupabilità

Italia:Prospettiva europea

Italia:Normativa

Italia:Glossario

Le condizioni di servizio degli insegnanti di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria sono regolamentate in maniera sostanzialmente unitaria, soprattutto sotto il profilo normativo.

Politica di pianificazione

Il Ministero è chiamato a definire annualmente la programmazione degli accessi ai percorsi formativi iniziali degli insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l’accesso ai percorsi è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale docente nelle scuole statali, emergente dal Piano triennale dell'offerta educativa di ciascuna scuola. 

Accesso alla professione

Fino all’anno scolastico 2014/2015, il reclutamento degli insegnanti a tempo indeterminato ha seguito due canali, a ciascuno dei quali è riservato ogni anno il 50% dei posti disponibili: il concorso ordinario e le graduatorie provinciali ad esaurimento (legge 124/1999 e legge 296/2006). L’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento è stato possibile per coloro che sono risultati idonei in un concorso ordinario, oppure ammessi a sessioni riservate di abilitazione (istituite sporadicamente con leggi specifiche e destinate a supplenti temporanei con 360 giorni di insegnamento e privi di abilitazione), o con la frequenza delle SSIS (scuole di specializzazione insegnamento secondario, di durata biennale, organizzate dalle università). Oggi le graduatorie provinciali, essendo ad esaurimento, non prevedono l’inclusione di nuovi aspiranti. Le SSIS sono state sospese dal 2008 e l’abilitazione oggi si consegue solo con la frequenza del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) di durata annuale, organizzato sempre dalle Università o dalle Istituzioni Afam.

La recente legge 107/2015 chiamata ‘La buona scuola’ modifica la procedura di reclutamento degli insegnanti. Prevede un piano straordinario di reclutamento per il 2015/2016 a copertura dei posti di insegnamento vacanti. Il piano straordinario di reclutamento segue parzialmente la procedura 50% e 50% e in parte segue una procedura nella quale i candidati delle graduatorie nazionali in esito a procedura concorsuale (GM) sono assunti per primi e poi, in presenza di posti disponibili, vengono assunti i candidati delle graduatorie a esaurimento (GAE). Attraverso il piano straordinario di reclutamento, dovrebbe essere assunta la maggior parte dei candidati inclusi nelle due tipologie di graduatorie. Una volta concluso il piano straordinario di reclutamento, le graduatorie provinciali esaurite perdono efficacia e le graduatorie nazionali nate da concorsi banditi prima del 2012 sono soppresse.

Inoltre, la legge stabilisce che dal 2016, il reclutamento di nuovi insegnanti a tempo indeterminato avverrà soltanto attraverso concorso pubblico nazionale. Gli insegnanti che superano il concorso sono inclusi in nuove graduatorie organizzate a livello regionale in ambiti territoriali. La legge stabilisce anche che il numero di posti di insegnamento disponibili ogni anno venga definito in base al Piano triennale dell’offerta formativa che ogni scuola redige sulla base della propria autonomia.

In base alle nuove procedure, gli insegnanti non sceglieranno più la scuola, ma riceveranno proposte di incarico da parte dei dirigenti scolastici. Gli insegnanti presenteranno i propri CV e la documentazione della loro esperienza e competenze. Gli insegnanti che ricevono più proposte, scelgono la scuola. Tuttavia, gli insegnanti possono accettare o rifiutare le proposte ricevute. In questo caso, e nel caso di assenza di proposte, sarà l’USR ad assegnare l’insegnate a una scuola. Dopo l’accettazione dell’incarico, l’insegnante è assegnato alla scuola per un periodo rinnovabile di tre anni.

Gli insegnanti con contratto a tempo indeterminato non coprono l’intero fabbisogno. Molti posti sono annualmente coperti con incarichi a tempo determinato, le cosiddette supplenze annuali( fino al 30 giugno o al 31 agosto), che vengono conferiti dall'amministrazione scolastica, sulla base delle graduatorie ad esaurimento.

Infine, gli incarichi per la sostituzione dei docenti assenti per brevi periodi (le cosiddette supplenze brevi), sono conferiti dai dirigenti scolastici, sulla base delle graduatorie d’istituto.

Periodo di prova

I docenti assunti a tempo indeterminato devono superare un periodo di formazione e prova prima di essere immessi in ruolo. Il periodo di formazione e prova è regolato dalla normativa vigente e dal vigente contratto collettivo nazionale.

Il vigente contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che queste attività vengano realizzate attraverso specifici progetti contestualizzati, che l’impostazione tenga conto dell’esigenza di personalizzare i percorsi e che vengano create particolari opportunità opzionali per il miglioramento delle competenze tecnologiche e della conoscenza di lingue straniere, anche nella prospettiva dell’acquisizione di certificazioni internazionalmente riconosciute.

La normativa vigente prevede che nel periodo di formazione e prova vengano svolti almeno 180 giorni di servizio (esami, valutazioni inclusi) di cui almeno 120 spesi in attività didattiche (incluse tutte le attività propedeutiche all’insegnamento), più un minimo di 50 ore di attività di formazione (vedi sotto per dettagli).

L’intero periodo di prova e formazione ha lo scopo di verificare le competenze dell’insegnante, mentre le attività di formazione, in particolare, consolidano le competenze e gli standard professionali richiesti per l’insegnamento.

Le attività di formazione sono organizzate in quattro fasi per una durata complessiva di 50 ore:

  • Incontri propedeutici e di restituzione finale organizzati dall’amministrazione scolastica territoriale (fino a 6 ore);
  • Quattro laboratori formativi (12 ore) scelti dall’insegnante fra le opzioni proposte dall’amministrazione scolastica territoriale considerando i bisogni di formazione specifici dei nuovi insegnanti;
  • Attività peer to peer (almeno 12 ore) per migliorare la pratica di insegnamento;
  • Formazione on-line (20 ore) svolta sulla piattaforma specifica creata dall’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire).

Durante il periodo di formazione ogni insegnante crea il proprio portfolio professionale digitale che contiene il curriculum professionale del docente, il bilancio delle competenze inziale, la documentazione del periodo di formazione e insegnamento, il bilancio finale delle competenze e la previsione di un piano di sviluppo professionale.

Gli insegnanti svolgono il periodo di prova con la guida e il sostegno di un tutor nominato dal dirigente scolastico fra gli insegnanti che abbiano competenze didattiche e culturali e preferibilmente attitudine a svolgere funzioni di tutoraggio e counseling.

Alla fine del periodo di prova, il dirigente scolastico valuta l’insegnante verificando che abbia raggiunto gli obiettivi professionali e le competenze stabilite all’inizio del periodo di formazione e prova. A tal fine il dirigente tiene conto anche del parere del Comitato per la valutazione degli insegnati. Il Comitato esprime il suo parere dopo aver avuto un colloquio con l’insegnante e sulla base dei risultati dell’istruttoria presentati dal tutor e del rapporto redatto dal dirigente scolastico.

Il parere del Comitato è obbligatorio ma non vincolante per il dirigente scolastico che valuta l’insegnante. In caso di valutazione positiva il dirigente conferma in ruolo l’insegnate.

In caso di valutazione negativa, l’insegnante ripeterà il periodo di formazione e prova, non ulteriormente ripetibile.

Status professionale

I docenti sono pubblici dipendenti ma con un contratto di diritto privato.Il loro rapporto di lavoro è disciplinato dal Contratto collettivo nazionale di lavoro e dai contratti integrativi, definiti in forma autonoma e privatistica con il solo vincolo, per la parte retributiva, di sottostare alle limitazioni finanziarie disposte dal bilancio dello Stato.

Esistono solo due tipi di contratto di assunzione: a tempo indeterminato e a tempo determinato. Con il contratto a tempo indeterminato il docente entra a far parte dei ruoli dello Stato. Con il contratto a tempo determinato il docente ha un rapporto di lavoro di carattere precario che si esaurisce, al massimo, al termine dell'anno scolastico.

L'insegnante di scuola primaria ha titolo per insegnare tutte le discipline previste nell'ordinamento della scuola.

L'insegnante di scuola secondaria ha, fin dalla sua formazione iniziale, una preparazione specialistica per una o più discipline raggruppate per l'istituzione delle cattedre (per esempio, matematica e fisica). Con l'assunzione in servizio, egli acquisisce il diritto a insegnare la materia o le materie che costituiscono la cattedra ottenuta.

Sostituzione degli insegnanti

Alla sostituzione degli insegnanti si provvede con contratti a tempo determinato.

Sono previste varie forme di sostituzione degli insegnanti (supplenze):

  • supplenza annuale: viene conferita dal dirigente dell’Ambito territoriale per l'intero anno scolastico (fino al 31 agosto), sulla base delle graduatorie provinciali permanenti;
  • supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche: viene conferita dal dirigente dell’Ambito territoriale fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), sulla base delle graduatorie provinciali permanenti;
  • supplenza temporanea breve: viene conferita dal Dirigente scolastico sulla base delle graduatorie d’istituto, ha durata breve rapportata all'assenza del docente da sostituire.

Vi è proroga automatica del contratto, quando il docente titolare continua l'assenza senza interruzione. Il docente che ha in corso un contratto a tempo determinato non può assumerne uno nuovo più favorevole, abbandonando quello in corso, a meno che la nuova proposta non preveda la supplenza fino al termine delle attività didattiche.

Misure di sostegno per gli insegnanti

Non sono previste forme strutturate di supporto agli insegnanti per motivi personali, fatta eccezione per gli insegnanti di sostegno che possono disporre di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici per facilitare l’apprendimento/insegnamento degli/agli alunni con disabilità.

Stipendi

Il trattamento economico del personale docente è costituito da due voci:

  • il trattamento fondamentale che comprende lo stipendio tabellare relativo alla posizione stipendiale, che include anche l'indennità integrativa speciale (somma che integra lo stipendio per adeguarlo al costo della vita); nel mese di dicembre di ogni anno viene inoltre corrisposta una tredicesima mensilità di importo pari al trattamento fondamentale spettante nel mese di dicembre; infine, ai docenti è corrisposto, se spettante, l'assegno per il nucleo familiare a carico;
  • il trattamento accessorio che comprende la retribuzione professionale dei docenti, gli eventuali compensi per le ore eccedenti e le attività aggiuntive, le indennità e i compensi retribuiti con il fondo d'istituto, altre eventuali indennità previste dal contratto o da specifiche disposizioni di legge.

Tutti gli insegnanti al momento della nomina ricevono il trattamento economico del livello iniziale.

Attualmente, gli scatti stipendiali avvengono esclusivamente in base all’anzianità di servizio. A un insegnante occorrono in media 35 anni di servizio per giungere al livello stipendiale più elevato.

La legge 107/2015 chiamata ‘La buona scuola’, prevede la valorizzazione del merito dei docenti attraverso l’attribuzione di un bonus (retribuzione accessoria). Il dirigente scolastico, sulla base di criteri individuati dal Comitato per la valutazione dei docenti, assegnerà annualmente al personale docente una somma del fondo specifico creato dal Ministero dell’istruzione.

A partire dal 2016, il Ministero dell’istruzione creerà un fondo annuale di 200 milioni di Euro e lo distribuirà agli Uffici Scolastici Regionali che poi li daranno alle scuole.

Dal 2015/2016 ogni scuola istituirà il proprio Comitato per la valutazione dei docenti che ha il compito di definire i criteri per la valutazione degli insegnanti basandosi sulla qualità dell’insegnamento, i risultati degli studenti e la partecipazione alla vita scolastica. Inoltre, il comitato stabilisce il numero dei beneficiari e, di conseguenza, l’ammontare del bonus.

Per conoscere gli importi minimi e massimi degli stipendi lordi annuali, insieme alle tipologie di indennità stipendiali, degli insegnanti dal livello pre-primario a quello secondario superiore, si veda la scheda concernente l’Italia nel rapporto della rete Eurydice, Teacher’s and School Head’s Salaries and Allowances, 2013/2014.

Orario di lavoro e congedi

Gli obblighi di lavoro del personale docente comprendono:

  • le attività di insegnamento, che si svolgono, nell'ambito del calendario delle lezioni definito a livello regionale, in non meno di 5 giorni alla settimana e per 25 ore nella scuola dell'infanzia, 22 ore nella scuola primaria (alle quali vanno aggiunte 2 ore da dedicare alla programmazione didattica) e 18 ore nella scuola secondaria;
  • le attività funzionali all’insegnamento, in parte quantificate e in parte non quantificate, articolate in: adempimenti individuali, ossia preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, correzione degli elaborati, rapporti individuali con le famiglie; attività collegiali (fino a 40 ore annue), ossia partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, programmazione e verifica di inizio e fine anno, informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini (nella scuola dell’infanzia l’informazione riguarda l’andamento delle attività educative); attività collegiali (fino a 40 ore annue), ossia partecipazione alle attività degli organi collegiali; svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione.

Inoltre, gli insegnanti posso svolgere attività aggiuntive retribuite come:

  • un massimo di 6 ore di insegnamento per l’arricchimento dell’offerta formativa, per •    l’avviamento alla pratica sportiva, ecc.;
  • attività funzionali all’insegnamento ed eccedenti l’orario di insegnamento (pianificazione, ricerca, documentazione, ecc.);
  • attività strumentali all’attuazione del Piano dell’offerta formativa;
  • progetti in scuole in zone ad alto rischio e alta immigrazione;
  • attività su materie curriculari destinate a soggetti diversi dagli alunnid ella classe, per es. gli adulti.

I docenti con contratto a tempo indeterminato hanno diritto, mantenendo la retribuzione, in ogni anno scolastico a:

  • 30 giorni lavorativi di ferie, di cui 6 durante i periodi di attività didattica, fino a tre anni di servizio e a 32 dopo i primi tre anni; in caso di impedimento a usufruirne, in tutto o in parte, possono essere usufruite entro l'anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell'attività didattica;
  • 4 giornate di riposo in sostituzione delle festività soppresse, da fruirsi nel corso dell’anno scolastico cui si riferiscono durante i periodi di sospensione delle lezioni o durante il periodo compreso tra il termine delle lezioni e degli esami e l’inizio dell’anno scolastico successivo; a queste si aggiunge la festività del Santo Patrono della località in cui il docente presta servizio, se ricade in un giorno lavorativo;
  • permessi di 8 giorni complessivi per partecipare a concorsi o esami, di 3 giorni per lutto, di 3 giorni per particolari motivi personali o familiari documentati o autocertificati, di 15 giorni per matrimonio; di 5 giorni per partecipare a iniziative di aggiornamento;
  • brevi permessi fino a 2 ore giornaliere (e per un massimo corrispondente all'orario settimanale di insegnamento), da recuperare entro 2 mesi;
  • assenze per malattia per un periodo di 18 mesi, con retribuzione intera per i primi 9 mesi, pari al 90% per i successivi 3 e al 50% per ulteriori 6 mesi;
  • permessi parentali a tutela della maternità con retribuzione intera nel periodo di astensione obbligatoria. Questo periodo comprende i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i 3 mesi successivi, ma la legge 8 marzo 2000, n.53 prevede la possibilità di posticipare di un mese l'astensione prima del parto al periodo successo al parto, a condizione che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. Successivamente al periodo di astensione e sino al compimento del terzo anno di vita del bambino, alle lavoratrici madri e ai lavoratori padri sono riconosciuti 30 giorni per ciascun anno di età del bambino. Inoltre, ciascun genitore, alternativamente, ha diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di 5 giorni lavorativi l'anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa tra i 3 e gli 8 anni;
  • permessi per ricoprire cariche pubbliche elettive.

I docenti possono inoltre - ma senza retribuzione - usufruire dell'aspettativa per motivi di famiglia o personali, di studio e di ricerca, per incarichi e borse di studio nonché, per un anno scolastico, per realizzare, nell'ambito di un altro comparto della Pubblica Amministrazione, l'esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.

Ai docenti con contratto a tempo determinato si applicano le disposizioni in materia di ferie, permessi e assenze stabilite per il personale assunto a tempo indeterminato con le seguenti limitazioni:

  • le ferie sono proporzionali alla durata del servizio;
  • se assunto con contratto stipulato per l'intero anno scolastico, o fino al termine delle attività didattiche, ha diritto alla conservazione del posto in caso di malattia per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico, con retribuzione intera per il primo mese di assenza e ridotta al 50% nel secondo e terzo mese.

Promozione, avanzamento

Gli insegnanti non hanno progressione di carriera, a meno che non lascino la professione docente per intraprendere la carriera di dirigente scolastico o ispettiva.

La legge 107/2015, chiamata ‘La buona scuola’, prevede un bonus (retribuzione accessoria) per la valorizzazione del merito del personale docente di ogni ordine e grado di scuola. Il dirigente scolastico, sulla base di criteri individuati dal Comitato per la valutazione degli insegnanti, assegnerà annualmente al personale docente una somma del fondo appositamente creato dal Ministero dell’istruzione.

Mobilità

Il docente può chiedere il passaggio a un insegnamento diverso nello stesso tipo di scuola, oppure a un altro tipo di scuola per le stesse discipline, o a scuole di livello diverso (ad esempio, passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria).

La mobilità degli insegnanti può essere dovuta anche a cause indipendenti dalla loro volontà, derivanti dal riassetto della distribuzione delle scuole sul territorio, a sua volta conseguente a modifiche degli insediamenti abitativi, all'andamento demografico, alle reti viarie, alla riorganizzazione dei posti di insegnamento o per accertata situazione di incompatibilità ambientale. Nel caso di accertata incompatibilità ambientale, ove ricorrano ragioni d’urgenza, il trasferimento può essere disposto dal dirigente scolastico anche durante l’anno scolastico. Se le ragioni d’urgenza sono dovute alla sussistenza di gravi e comprovati fattori di turbamento dell’ambiente scolastico e di pregiudizio del rapporto tra l’istituzione scolastica e le famiglie degli alunni, conseguenti a specifici comportamenti di uno o più docenti lesivi della dignità delle persone che operano nell’ambiente scolastico, degli studenti e dell’istituzione scolastica, tali da risultare incompatibili con la funzione educativa, il dirigente scolastico può adottare un provvedimento di sospensione senza sentire il Collegio dei docenti.

Non è possibile il passaggio, per trasferimento, a scuole non statali, neppure se paritarie o gestite da Regioni, Province o Comuni, e viceversa.

Licenziamento

Il contratto di lavoro può essere sciolto:

  • a richiesta del docente, attraverso la presentazione di dimissioni. Le dimissioni decorrono dal 1° settembre dell'anno successivo alla data di presentazione. Non è previsto preavviso;
  • per iniziativa dell'Amministrazione Scolastica, attraverso la destituzione, motivata da ragioni disciplinari, per atti in grave contrasto con i doveri connessi alla funzione docente; la decadenza, motivata tra l’altro da assenza ingiustificata per oltre 15 giorni; la dispensa, motivata da inidoneità fisica, incapacità, persistente insufficiente rendimento.

Nessuno di questi provvedimenti comporta la perdita del diritto alla pensione già maturata.

Pensionamento

In base alla normativa in materia pensionistica più recente (legge 214/2011), dal 1° gennaio 2012:

  • l’età ufficiale di pensionamento è 66 anni e 3 mesi sia per i maschi che per le femmine (pensionamento d’ufficio);
  • gli uomini potranno conseguire la pensione al 66° anno di età oppure con una anzianità di servizio pari a 42 anni e 1 mese (esteso 6 mesi dal 1° gennaio 2014);
  • le donne potranno conseguire la pensione al 66° anno di età oppure con una anzianità di servizio pari a 41 anni e 1 mese (esteso a 6 mesi dal 1° gennaio 2014);
  • le donne possono chiedere l’anticipazione con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di anzianità contributiva;
  • chi ha maturato i requisiti precedentemente validi entro il 2011 potrà andare in pensione con la vecchia normativa.

Infine, dal 2013 sono entrate in vigore le norme che innalzano automaticamente i requisiti di età in base all'allungamento dell'aspettativa di vita. I nuovi requisiti vengono stabiliti dopo la verifica degli effettivi andamenti demografici.

Il collocamento a riposo, per evidenti ragioni di carattere didattico, decorre sempre dal 1° settembre, data di inizio dell'anno scolastico, successivo al giorno di maturazione del requisito.

Gli insegnanti che siano stati, volontariamente o obbligatoriamente, collocati a riposo non possono continuare a insegnare. Possono però essere chiamati a far parte di commissioni di esami conclusivi (esami di Stato conclusivi dei percorsi di istruzione secondaria superiore) e di commissioni di concorso per l'insegnamento. Possono, anche, ovviamente, a domanda ma a titolo gratuito, essere chiamati a collaborare nella scuola a varie attività (corsi di recupero, cura delle biblioteche, visite guidate, seminari, ecc.) che non siano però di insegnamento curricolare.

Continuano a essere riconosciuti utili al fine del trattamento di quiescenza la frequenza dei corsi universitari per il conseguimento della laurea, se riscattati e non coincidenti con periodi di servizio; i servizi di ruolo e non di ruolo prestati in ogni tipo di scuola statale in Italia e all'estero; il servizio in qualità di docente o assistente universitario; il servizio militare prestato prima dell'immissione in ruolo; i servizi non scolastici effettuati alle dipendenze dello Stato o degli Enti locali.
Oltre al trattamento pensionistico continua a spettare al dipendente assunto prima dell’1° gennaio 2001, una indennità di buonuscita (somma di denaro corrisposta al termine della carriera), gestita dall'INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Dipendenti Statali). L'indennità di buonuscita è una somma di denaro erogata al termine della carriera, che generalmente, corrisponde a una mensilità per ogni anno di servizio.

Il personale assunto dopo il 1° gennaio 2001 entra invece nel nuovo regime del trattamento di fine rapporto (TFR).

In caso di decesso del pensionato/a, spetta la pensione di reversibilità a:

  • coniuge superstite;
  • orfani minorenni, o maggiorenni se iscritti a corsi di studi universitari;
  • orfani maggiorenni inabili, già a carico del pensionato/a;
  • genitori (il padre o, in mancanza, la madre);
  • fratelli e sorelle minori, se già a carico del pensionato/a.

Normativa di riferimento

D.Lgs del 16 aprile 1994, n. 297 (testo unico sull’istruzione)

Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (pensioni)

Legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti)

D.M. 27 ottobre 2015, n. 850 (obiettivi del periodo di prova, attività di formazione e criteri di valutazione durante la formazione)