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Italia:Amministrazione e gestione a livello locale e/o di istituto

Da Eurydice.

Sintesi Italia

Contents

Italia:Panorama politico, sociale ed economico e tendenze

Italia:Sintesi storica

Italia:Principali organi esecutivi e legislativi

Italia:Popolazione: situazione demografica, lingue, religioni

Italia:Situazione politica ed economica

Italia:Organizzazione e gestione

Italia:Principi fondamentali e politiche nazionali

Italia:Strategie per l'apprendimento permanente

Italia:Organizzazione e struttura del sistema educativo

Italia:Istruzione privata

Italia:Quadro di riferimento nazionale delle qualifiche

Italia:Amministrazione e gestione a livello centrale e/o regionale

Italia:Amministrazione e gestione a livello locale e/o di istituto

Italia:Dati statistici sull'organizzazione e la gestione

Italia:Finanziamento dell'istruzione

Italia:Finanziamento dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Finanziamento dell'istruzione superiore

Italia:Finanziamento dell'educazione e formazione degli adulti

Italia:Educazione e cura della prima infanzia

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età inferiore a 2-3- anni

Italia:Organizzazione dei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Insegnamento e apprendimento nei programmi per bambini di età superiore a 2-3 anni

Italia:Valutazione nei programmi per bambini di età superiore a 2-3- anni

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'educazione dell'infanzia

Italia:Istruzione primaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione primaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione primaria

Italia:Valutazione nell'istruzione primaria

Italia:Varianti organizzative e strutture alternative nell'istruzione primaria

Italia:Istruzione secondaria e post-secondaria non terziaria

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria inferiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore generale

Italia:Organizzazione dell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Valutazione nell'istruzione secondaria superiore professionale

Italia:Organizzazione dell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Insegnamento e apprendimento nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Valutazione nell'istruzione post-secondaria non terziaria

Italia:Istruzione superiore

Italia:Tipi di istituti di istruzione superiore

Italia:Programmi del primo ciclo

Italia:Programmi triennali

Italia:Istruzione superiore di ciclo breve

Italia:Programmi del secondo ciclo

Italia:Programmi che portano ad altri titoli di secondo e di terzo livello

Italia:Programmi del terzo ciclo (Dottorato)

Italia:Istruzione e formazione degli adulti

Italia:Suddivisione delle responsabilità

Italia:Sviluppi e priorità politiche attuali

Italia:Principali istituti che offrono istruzione e formazione degli adulti

Italia:Principali tipologie di offerta

Italia:Validazione dell’apprendimento non formale e informale

Italia:Insegnanti e altro personale dell'istruzione

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Formazione iniziale del personale accademico nell'istruzione superiore

Italia:Condizioni di servizio del personale accademico

Italia:Sviluppo professionale continuo del personale accademico

Italia:Formazione iniziale degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Condizioni di servizio degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Sviluppo professionale continuo degli insegnanti e dei formatori dell'educazione degli adulti

Italia:Personale dirigente e altro personale dell'istruzione

Italia:Personale dirigente nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile del controllo della qualità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Personale responsabile dell'orientamento nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altro personale dell'educazione dell'infanzia e dell'istruzione scolastica

Italia:Personale dirigente per l'istruzione superiore

Italia:Altro personale dell'istruzione superiore

Italia:Personale dirigente nell'educazione degli adulti

Italia:Altro personale dell'educazione degli adulti

Italia:Assicurazione di qualità

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione della prima infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Assicurazione di qualità nell'istruzione superiore

Italia:Assicurazione di qualità nell'educazione degli adulti

Italia:Sostegno educativo e orientamento

Italia:Offerta per i bisogni educativi speciali all'interno dell'istruzione ordinaria

Italia:Offerta separata per i bisogni educativi speciali nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli alunni nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Orientamento e counseling nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Misure di supporto agli studenti nell'istruzione superiore

Italia:Orientamento e counseling nell'istruzione superiore

Italia:Misure di supporto ai discenti nell'educazione degli adulti

Italia:Orientamento e counseling in un approccio di lifelong learning

Italia:Mobilità e internazionalizzazione

Italia:Mobilità nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Mobilità nell'istruzione superiore

Italia:Mobilità nell'educazione degli adulti

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'istruzione superiore

Italia:Altre dimensioni di internazionalizzazione nell'educazione degli adulti

Italia:Accordi bilaterali e cooperazione internazionale

Italia:Riforme in corso e sviluppi nelle politiche educative

Italia:Riforme nell’educazione e cura della prima infanzia

Italia:Riforme nell’istruzione scolastica

Italia:Riforme nell’istruzione e formazione professionale e nell’apprendimento degli adulti

Italia:Riforme nell’istruzione superiore

Italia:Riforme relative alle competenze trasversali e all’occupabilità

Italia:Prospettiva europea

Italia:Normativa

Italia:Glossario

Amministrazione e gestione a livello locale

L'Amministrazione locale è attualmente suddivisa in due livelli: provinciale e comunale, con competenze diverse per materie e livelli di scuola.

Alle Province sono attribuite le funzioni in materia di istruzione, limitatamente alla scuola secondaria di secondo grado. La Provincia è competente per quanto riguarda l'edilizia scolastica, il dimensionamento della rete di scuole (istituzione, aggregazione, fusione e soppressione di scuole), le sospensioni delle lezioni in casi gravi e urgenti, costituzione, controllo e vigilanza, ivi compreso lo scioglimento, sugli organi collegiali scolastici e l'erogazione di servizi per agevolare il diritto allo studio (per esempio, il trasporto dalla scuola a strutture esterne per le attività sportive, agevolazioni per l'acquisto dei libri di testo, ecc.).

L'Amministrazione comunale, rappresentativa spesso di piccole comunità abitative e di limitati territori, è capillarmente diffusa e gestisce per competenza propria e per delega delle Regioni o delle Province funzioni e servizi necessari per il funzionamento dei livelli preprimario, primario e secondario inferiore. In particolare, i Comuni provvedono alla realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici. Inoltre, si occupano dell'erogazione di servizi quali il trasporto alla sede scolastica, servizio di mensa gratuito o a prezzo ridotto a seconda delle condizioni economiche delle famiglie, concessione di buoni acquisto per i libri di testo, sussidi in denaro, ecc. Questa materia è regolata da norme generali stabilite dallo Stato e da leggi regionali. I piccoli Comuni sono talvolta riuniti, per la migliore gestione dei servizi, in consorzi, associazioni intercomunali e Comunità montane. Inoltre, i Comuni sono competenti per l'istituzione, aggregazione, fusione e soppressione delle scuole e dei piani di organizzazione delle reti scolastiche per i livelli di loro competenza.

Sia le Province che i Comuni svolgono le funzioni a loro attribuite in materia di istruzione attraverso i relativi Assessorati all'istruzione.

Per quanto riguarda la formazione professionale di competenza regionale, esistono sul territorio agenzie formative pubbliche, provinciali e comunali, e private accreditate, che erogano percorsi di formazione professionale per giovani minori di 18 anni o adulti.

Amministrazione e gestione degli istituti

Livello preprimario, primario, secondario e post-secondario non superiore

Le scuole dei livelli pre-primario, primario e secondario hanno autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo. Per essere autonoma, ogni scuola deve avere una popolazione prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni, con possibilità di riduzione fino a 300 alunni nelle piccole isole, comuni montani e aree geografiche contraddistinte da specificità etniche e linguistiche.

Gli istituti comprensivi sono costituiti da scuole primarie, scuole secondarie di primo grado e anche scuole dell'infanzia. Al fine di garantire la continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, la legge n. 111/2011, ha previsto la generalizzazione degli istituti comprensivi con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti comprensivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Il processo di dimensionamento è di competenza delle Regioni.

Nel 2011 le leggi n. 111 e n.183 hanno inoltre stabilito che alle istituzioni scolastiche autonome di ogni livello, costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per quelle situate nelle zone geograficamente disagiate o caratterizzate da specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici propri, e che le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti  scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome.

L'autonomia delle scuole è esercitata nell'ambito di una cornice generale di riferimento stabilita dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur), in modo da garantire il carattere unitario del sistema di istruzione. Infatti, è competenza del Ministero definire gli obiettivi generali del processo formativo, gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni, le discipline costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale, l'orario obbligatorio annuale complessivo dei curricoli, gli standard relativi alla qualità del servizio, gli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni, il riconoscimento dei crediti e dei debiti formativi, i criteri generali per l'organizzazione dei percorsi formativi finalizzati all'educazione degli adulti.

Ogni scuola predispone il Piano dell'Offerta Formativa (POF) che rappresenta il documento fondamentale costitutivo della identità culturale e progettuale della scuola stessa. Deve essere coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studio determinati a livello nazionale e, contemporaneamente, deve riflettere le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale.

Il piano deve ritenere prioritari obiettivi quali il rafforzamento delle competenze linguistiche, artistiche, musicali, matematiche e scientifiche, sportive, di cittadinanza attiva, lo sviluppo di competenze digitali, l'impulso all'alternanza scuola-lavoro, la lotta all'abbandono scolastico alle disuguaglianze di genere e alle discriminazioni. Nel piano sono comprese le inziative di formazione per gli studenti come il primo soccorso e le iniziative di formazione per il personale docente e non.

Il POF è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali definiti dal dirigente scolastico ed è approvato dal Consiglio di circolo/istituto. Il POF ha durata triennale e può essere rivisto annualmente. Il POF deve essere reso pubblico dalle scuole e viene pubblicato sul Portale unico dei dati della scuola.

L'autonomia didattica e organizzativa permette alle scuole di adottare varie forme di flessibilità per adeguare il curricolo e i percorsi didattici alle particolari modalità di apprendimento degli alunni. Ad esempio, possono  organizzare in modo flessibile l'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline, definire unità di insegnamento non coincidenti con l'unità oraria della lezione, organizzare attività per piccoli gruppi di alunni, anche di classi diverse, ampliare l'offerta formativa con discipline e attività facoltative che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali.

Le scuole possono promuovere accordi di rete aventi a oggetto attività didattiche, di ricerca, di sperimentazione, di acquisto di beni e servizi, scambio temporaneo di docenti consenzienti. Inoltre, singolarmente o collegate in rete, possono stipulare convenzioni con le Università statali o private ovvero con enti e associazioni o agenzie operanti sul territorio e accordi con associazioni del volontariato e del privato sociale.

Alle scuole autonome, infine, sono attribuite le funzioni di carattere amministrativo e contabile, con esclusione di quelle in materia di personale.

Negli istituti scolastici la direzione e la gestione sono tenute da vari organi, i cui ruoli e funzioni sono descritti di seguito.

Dirigente scolastico

I capi di istituto delle istituzioni scolastiche alle quali è attribuita l'autonomia e la personalità giuridica assumono la denominazione di Dirigenti scolastici. Sono dipendenti statali e il loro rapporto di lavoro è regolato da uno specifico contratto collettivo di lavoro, distinto da quello dei docenti.

Il Dirigente scolastico è il rappresentante legale della scuola autonoma, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali, e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, al fine di organizzare l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formativa e di promuovere gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio.

In base alle nuove procedure di reclutamento degli insegnanti introdotte dalla legge 107/2015, dall'anno scolastico 2016/2017 il dirigente scolastico offrirà direttamente l'incarico di docenza all'insegnante assegnato all'ambito territoriale.di riferimento.

Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative, il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti ed è coadiuvato dal Direttore dei servizi generali e amministrativi (vedi sotto).

Per ulteriori dettagli sul reclutamento e le condizioni di servizio dei Dirigenti scolastici, si rimanda al capitolo 'Personale dirigente nell'educazione dell'infanzia e nell'istruzione scolastica'.

Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA)

Nelle scuole autonome, il responsabile amministrativo assume la denominazione di Direttore dei servizi generali e amministrativi.

Il Direttore dei servizi generali e amministrativi sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite dal dirigente dell'istituzione scolastica e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e ai servizi generali dell'istruzione scolastica, coordinando il relativo personale.

Provvede direttamente al rilascio di certificazioni che non comportino valutazioni discrezionali, elabora progetti e proposte per il miglioramento della funzionalità dei servizi di competenza e cura l'attività istruttoria diretta alla stipulazione di accordi, contratti e convenzioni. Fa parte di diritto della Giunta esecutiva e del Consiglio di circolo o del Consiglio di istituto (vedi sotto).

Organi collegiali

Consiglio di Circolo e Consiglio di Istituto

Il Consiglio di circolo (nei Circoli didattici delle scuole primarie) e il Consiglio di istituto (negli Istituti comprensivi e nelle scuole secondarie) sono formati da rappresentanti eletti del personale insegnante e non insegnante, dei genitori e, nelle scuole secondarie superiori, degli alunni. Il Dirigente scolastico è membro di diritto. Il presidente è eletto fra i rappresentanti dei genitori. Il Consiglio delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari. Esso, fatte salve le competenze del Collegio dei docenti, ha potere deliberante per quanto concerne l’organizzazione della vita e dell’attività della scuola. Approva il Piano triennale dell'offerta educativa della scuola..

Collegio dei docenti

Il Collegio dei docenti è formato dagli insegnanti a tempo indeterminato e determinato di ciascun Circolo didattico o istituto. È presieduto dal Dirigente scolastico ed elabora il Piano triennale dell'offerta formativa (POF), sulla base degli indirizzi generali, gestionali e amministrativi indicati dal Dirigente scolastico. Il Collegio ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico della scuola, comprese le iniziative di sperimentazione e valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il suo miglioramento. Adotta i libri di testo, (sentiti i Consigli di interclasse e i Consigli di classe, vd. sotto) e sceglie i sussidi didattici (entro i limiti finanziari indicati dal Consiglio di circolo o di istituto). Infine formula proposte al Dirigente scolastico in materia di formazione delle classi, orari delle lezioni e assegnazione dei docenti alle classe.

Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe

Il Consiglio di intersezione per la scuola dell'infanzia ed il Consiglio di interclasse per la scuola primaria sono formati dagli insegnanti di tutte le classi o sezioni parallele funzionanti in ogni sede scolastica compresa nel Circolo didattico e da un genitore eletto per ogni classe o sezione.

Il Consiglio di classe per la scuola secondaria di primo grado è composto da tutti i docenti della classe, da quattro rappresentanti dei genitori, eletti da e fra i genitori di tutti gli alunni della classe, e dal Dirigente scolastico, che lo presiede o delega a tale funzione uno dei docenti della classe. Nella scuola secondaria di secondo grado sono presenti due rappresentanti degli studenti e i rappresentanti dei genitori sono ridotti a due.

Tali consigli, quando si riuniscono con la presenza dei genitori e, ove previsti, degli studenti, hanno il compito di agevolare i rapporti tra le varie componenti della comunità scolastica e di formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica.

Quando si riuniscono con la sola presenza dei docenti svolgono importanti compiti di programmazione didattica e di valutazione periodica e finale degli alunni.

Comitato per la valutazione dei docenti

Il Comitato per la valutazione dei docenti viene istituito presso ogni scuola (circolo didattico o istituto comprensivo) e rimane in carica per un periodo di tre anni. E' composto da:

  • tre insegnanti, due scelti dal Collegio dei docenti e uno scelto dal consiglio di circolo/istituto;
  • due rappresentanti dei genitori nelle scuole dell'infanzia e del primo ciclo e, nelle secondarie del secondo ciclo, un rapresentante degli studenti e uno dei genitori, tutti scelti dal consiglio di circolo/istituto;
  • un membro esterno nominato dall'Ufficio Scolastico Regionale fra gli insegnanti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.

Il comitato è presieduto adl Dirigente scolastico.

Il comitato ha il compito di definire i criteri che saranno applicati dal Dirigente scolastico per l'assegnazione del bonus annuale dal fondo specificatamente creato dal Ministero dell'istruzione per la valorizzazione del merito degli insegnanti. I criteri devono basarsi sulla qualità dell'insegnamento, sui risultati ottenuti dal docente per il potenziamento delle competenze e l'innovazione scolastica, sulle responsabilità assunte nell'organizzazione scolastica. Inoltre, il comitato stabilisce il numero dei beneficiari del bonus e, di conseguenza, l'ammontare di ciascun bonus. Inoltre, il comitato esprime pareri sul servizio degli insegnanti nel periodo di formazione e prova; sulla richiesta di riabilitazione avanzata da docenti che hanno subito una sanzione disciplinare, a richiesta dell'insegnante, sul servizio da questi prestato per un periodo non superiore all'ultimo triennio.

Le forme di partecipazione degli studenti

Gli studenti della scuola secondaria superiore eleggono propri rappresentanti nei consigli di classe e di istituto e hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, per realizzare il loro diritto alla partecipazione democratica alla vita della scuola.

Le assemblee studentesche, che possono essere di classe o di istituto, costituiscono una occasione per l'approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. I rappresentanti degli studenti nei Consigli di classe possono costituire un comitato studentesco di istituto; questo può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al Consiglio di istituto.

Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (DPR n. 249/1998 e DPR n. 235/2007) stabilisce i diritti e i doveri degli alunni. Tra i diritti vi sono quelli a una formazione culturale e professionale qualificata, alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola, alla libertà di apprendimento, a una valutazione trasparente e tempestiva, al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. I principali doveri sono quelli della frequenza regolare, dell'assiduo assolvimento degli obblighi di studio, del mantenimento di un comportamento corretto nei confronti del Dirigente scolastico, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni, dell'osservanza delle disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti. Nel quadro dell'autonomia assegnata alle scuole, sono i regolamenti delle singole istituzioni scolastiche a individuare i comportamenti che configurano mancanze disciplinari, nel rispetto del principio secondo cui i provvedimenti disciplinari hanno finalità educative e, pertanto, le sanzioni debbono essere sempre temporanee e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno; allo studente viene pertanto offerta la possibilità di convertire le sanzioni in attività in favore della Comunità scolastica. Il temporaneo allontanamento dalla comunità scolastica, può essere disposto in casi di gravi e ripetute infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai 15 giorni e deve essere adottato da un organo collegiale. Per reati particolarmente gravi, che violano la dignità e il rispetto delle persone o che mettono in pericolo l’incolumità delle persone, l’allontanamento dalla comunità scolastica può essere disposto, da parte del Consiglio di istituto, per periodi superiori a 15 giorni. Nel caso di recidiva o di reati gravissimi si può giungere anche all’allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico e alla esclusione dallo scrutinio finale o alla non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi. Il relativo provvedimento può essere impugnato con ricorso a un organo di garanzia interno alla scuola, disciplinato dal regolamento dell'istituto, ma di esso devono far parte almeno un rappresentante degli studenti nella scuola secondaria superiore e due rappresentanti dei genitori nella scuola secondaria di primo grado. La decisione adottata dall'organo di garanzia interna non è definitiva, ma è impugnabile con reclamo al dirigente generale dell'Ufficio Scolastico Regionale che decide in via definitiva dopo aver sentito il parere vincolante di un organo di garanzia regionale.

A livello provinciale, la Consulta degli studenti, costituita da due studenti per ciascun istituto di istruzione secondaria superiore, ha il compito di assicurare il più ampio confronto tra gli studenti di tutte le scuole della provincia e formulare proposte ed esprimere pareri all'Amministrazione Scolastica, agli enti locali e agli organi collegiali territoriali. 

Infine, presso la Direzione Generale per lo studente del MIUR ha sede il Forum nazionale delle Associazioni studentesche, maggiormente rappresentative, che ha fra i propri compiti quelli di favorire il dialogo tra il Ministero e le realtà associative degli studenti, rappresentare le esigenze degli studenti, formulare proposte ed esprimere pareri sia su richiesta del Ministro sia di propria iniziativa.

Le forme di partecipazione dei genitori

I genitori di tutti gli ordini e gradi di scuola eleggono propri rappresentanti negli organi collegiali (Consigli di classe o interclasse o intersezione e nei Consigli di circolo o di istituto), e hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, per realizzare il loro diritto alla partecipazione democratica alla vita della scuola. Le assemblee possono essere di sezione, di classe o di istituto e possono parteciparvi, con diritto di parola, il Dirigente scolastico e i docenti rispettivamente, della sezione, della classe o dell'istituto.

I genitori possono, di propria iniziativa e al di fuori delle istituzioni scolastiche, riunirsi in associazioni, in base a finalità educative, ideologiche, credo religioso e partecipare con la loro sigla alle elezioni dei rappresentanti negli organi collegiali.

I genitori sono, inotre, membri del Comitato per la valutazione dei docenti.

Infine, il Ministero dell'Istruzione ha istituito il Forum nazionale delle Associazioni dei genitori maggiormente rappresentative, con compiti analoghi a quelli del Forum delle Associazioni studentesche. Il Forum si riunisce almeno tre volte all'anno, si dota di un regolamento interno e ha sede presso la Direzione Generale per lo Studente, che assicura il necessario supporto organizzativo e di segreteria.

Il 10 ottobre 2007 è stato sottoscritto tra il Ministero dell'Istruzione e le Associazioni Nazionali dei Genitori un protocollo d’intesa finalizzato a prevenire e contrastare i fenomeni di violenza e intolleranza tra i giovani all’interno delle istituzioni scolastiche.

Istruzione terziaria

Le università e le istituzioni dell'Alta formazione artistica e musicale (Afam) hanno autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa. Sulla base della loro autonomia, gli istituti universitari e Afam emanano gli ordinamenti didattici dei propri corsi di studio.

Nelle istituzioni dell'Afam, il Direttore è responsabile dell'andamento didattico, scientifico e artistico dell'istituzione e ne ha la rappresentanza legale per le materie di sua competenza. È eletto dai docenti dell'istituzione.

Il Presidente è rappresentante legale dell'istituzione (salvo che per le materie la cui competenza è affidata al Direttore). È nominato dal Ministro entro una terna di soggetti designata dal Consiglio Accademico dell'istituzione, organo collegiale dell'istituzione composto dal Direttore e da rappresentanti dei docenti e degli studenti.

Per l'istruzione universitaria la direzione e gestione si articola in due livelli: Università, Dipartimenti. A questi possono aggiungersi strutture di raccordo, solitamente nominate Scuole o Facoltà, per il coordinamento dell'offerta formativa.

Amministrazione a livello di università (Ateneo)

Al Rettore spetta la rappresentanza legale dell'università e delle funzioni di indirizzo, di iniziativa e di coordinamento delle attività scientifiche e didattiche. Egli è responsabile del perseguimento delle finalità dell'università secondo criteri di qualità e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, trasparenza e promozione del merito e propone il documento di programmazione triennale di ateneo, il bilancio di previsione annuale e triennale e il conto consuntivo.

Il Senato Accademico è l'organo competente a formulare proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di ricerca  e di servizi agli studenti; approva il regolamento e il codice etico di ateneo e può attivare, modificare  o sopprimere  corsi, sedi, dipartimenti e strutture dell’ateneo, oltre a proporre una mozione di sfiducia verso il Rettore. È costituito su base elettiva da un numero di membri proporzionato alle dimensioni dell’ateneo, ma sempre inferiore a 35. Ne sono membri il Rettore, una rappresentanza elettiva degli studenti e almeno due terzi da docenti di ruolo, un terzo dei quali direttori di dipartimento. Dura in carica un massimo di 4 anni e il mandato è rinnovabile per una sola volta.

Il Consiglio di Amministrazione sovrintende alla gestione amministrativa, finanziaria, economica e patrimoniale dell'università, nonché alla gestione del personale tecnico e amministrativo e dell’indirizzo strategico; in particolare approva il bilancio dell'università. È composto da un numero massimo di 11 membri, inclusi il Rettore ed una rappresentanza elettiva degli studenti. La designazione degli altri componenti avviene secondo modalità previste dallo statuto tra candidature individuate tra personalità italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale o con un alto livello di esperienza professionale. Il Consiglio e i suoi componenti durano in carica un massimo di 4 anni, ad eccezione dei rappresentanti degli studenti che durano in carica 2 anni: il mandato è rinnovabile una sola volta.

Il Direttore generale è il vertice dell'apparato amministrativo e a esso compete la complessiva gestione e organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo. Il Direttore generale partecipa al Consiglio di Amministrazione senza diritto di voto. È scelto tra personalità di elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali. Il rapporto di lavoro è a tempo determinato, di durata non superiore a 4 anni e rinnovabile.

Il Nucleo di valutazione è un organismo composto da soggetti di elevata qualificazione professionale in prevalenza esterni all’ateneo. Si occupa della verifica della qualità e dell’efficacia dell'offerta didattica e dell'attività di ricerca svolta dai dipartimenti

Ogni Università è dotata di un proprio Statuto che prevede altri organi che si affiancano agli organi di governo dell'Ateneo.

Amministrazione a livello di dipartimento universitario

I Dipartimenti sono organi finalizzati allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative, nonché delle attività rivolte all'esterno ad esse correlate o accessorie. I Dipartimenti promuovono e coordinano le attività di ricerca nel rispetto dell'autonomia di ogni singolo ricercatore. Inoltre, sono istituite commissioni paritetiche docenti-studenti per la valutazione delle attività dei singoli dipartimenti.

Benché siano definiti in autonomia da ogni singola università, i principali organi di direzione e gestione generalmente sempre presenti sono:

  • il Consiglio di dipartimento, composto da docenti e ricercatori, nonché dai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e, obbligatoriamente, degli studenti. È presieduto dal Direttore di dipartimento;
  • il Direttore di dipartimento è scelto nell'ambito del corpo docente. Egli rappresenta il Dipartimento; tiene i rapporti con gli organi accademici; presiede il Consiglio di dipartimento e ne istruisce i lavori.

Ai Dipartimenti, si aggiunge la possibilità di creare strutture di raccordo per l'organizzazione dell'offerta formativa e dei servizi agli studenti. Le strutture di raccordo, nominate solitamente Scuole o Facoltà, hanno una loro struttura di gestione che include i Direttori dei Dipartimenti ad esse afferenti, una rappresentanza del corpo docente e la presenza di rappresentanti degli studenti. Come per il Dipartimento, è prevista l'istituzione di una commissione paritetica docenti-studenti per il monitoraggio delle attività.